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Italiano

Chiesa di San Giorgio

La parrocchiale di Villa Lesa dedicata a San Giorgio e San Giovanni Battista, edificata tra il 1764 e il 1774, ingloba una cappella laterale, parte dell'antica Chiesa di San Giorgio. é un maestoso edificio barocco a navata unica.
Di bella fattura sono l'altare sormontato da una cupoletta con la statua di San Giovanni e la balaustra.
Di maggiore interesse è ciò che resta dell'antica costruzione: il campanile romanico risalente alla prima metà dell'XI secolo che si eleva su cinque piani ed è decorato da archetti pensili, monofore e bifore oltre a un portale d'accesso che introduce nell'antica cappella, in pietra d'Angera, sormontato da una lunetta scolpita con un San Giorgio che uccide il drago.
Sulla parete di fondo si può ammirare una Crocifissione datata 1553, recentemente restaurata, opera di Giovanni Maria de Rumo, pittore vicino alla scuola gaudenziana.


English

Church of San Giorgio

The parish church of Villa Lesa, dedicated to St George and St John the Baptist, was built from 1764 to 1774. It includes a chapel, built on the remains of the ancient church os St George.
The imposing Baroque building has a single nave. The beautiful altar is ornamented by a balaustrade and by a small dome with the statue of St John.
The remina of the ancient church are remarkable and include the Romanesque bell tower, dating from the first half of the 11th century; it has five storied decorated with blind arches, arched windows and gemel windows.
The portal opening on to the ancient chapel is made of Angera stone, and features a lunette with a relief depicting St George killing the Dragon. Behind the altar is a Crucifixion dating, from 1553 and recently restored; it was painted by Giovanni Maria de Rumo, an artist related to the school of Gaudenzio Ferrari.


a cura di Andrea Montano

La piccola chiesa di San Giorgio è stata fino al 1782 la Parrocchiale di Villa Lesa e si presenta oggi come un piccolo edificio annesso alla più recente (secolo XVIII) chiesa di San Giovanni Battista. Il suo campanile permette di datarla alla prima metà dell'XI; il portoncino d'accesso in pietra di Angera, è datato al 1592, anno in cui il parroco don Domenico De Filippi fece restaurare la chiesa e scolpire il bassorilievo della lunetta, che rappresenta il Santo nell'atto di trafiggere il drago e sotto di esso l'iscrizione dedicatoria.
All'interno sul muro di fondo della navata, è affrescata una Crocifissione attribuita a Giovani Maria da Rumo di Oleggio, un pittore di scuola gaudenziana di cui si conosce pochissimo, praticamente solo un altro affresco, un'Assunzione della Vergine, firmato e datato 1553, nella chiesa di Santa Maria Assunta a Susello di Ghiffa.
L'opera ne cita pesantemente un'altra di Gaudenzio Ferrari, la Crocifissione di Santa Maria delle Grazie a Milano (1542), di cui riprende fedelmente la disposizione dei gruppi e delle figure intorno alla croce: è stata fatta addirittura l'ipotesi che l'artista abbia utilizzato i cartoni originali di Ferrari.
Nella parte sinistra è visibile il gruppo della Madonna svenuta e delle due Marie che la sostengono, al di sopra uno dei ladroni. Al centro il Crocifisso, circondato da angeli dolenti, e al disotto un armigero a cavallo e un soldato gozzuto, a destra dovevano esserci, come nell'originale gaudenziano, il secondo ladrone e i soldati intenti a giocarsi le vesti.
Rispetto al modello milanese le espressioni e gli atteggiamenti sono più intensi e drammatici ai limiti dell'esasperazione.
L'affresco è oggi pesantemente danneggiato: durante la costruzione della nuova chiesa l'angolo nordoccidentale della navata venne tagliato, e tutta la parte destra dell'affresco distrutta, con l'eccesione della mano del Crocifisso, sopravvissuta in una piccola nicchia appositamente costruita.
Inoltre, proprio sotto la figura centrale, venne aperta - forse in un secondo momento - una porta di comunicazione con la nuova sacrestia, rimuovendo un'altra sezione del dipinto.
Non è affatto chiaro perchè la vecchia chiesa non sia stata completamente demolita dopo il completamento della nuova: è possibile che si volesse conservare quello che restava dell'affresco, ma anche che siano venuti a mancare i mezzi per costruire un nuovo cmapanile e si sia quindi rinunciato ad ulteriori demolizioni.
Per circa due secoli il vecchio edificio è stato usato essenzialmente come deposito di arredi sacri e ingresso "di servizio" al campanile e alla sacrestia nuova e il dipinto di quasi completamente dimenticato, fino al 1908, quando venne individuato da Antonio Massara, e citato sulle guide per qualche anno, prima di essere di nuovo "perduto".
Solo nel 1979 venne attribuito per la prima volta a Giovanni da Rumo da P. Astrua e C.E. Spantigati della Soprintendenza per i Beni Artistici e Storici del Piemonte, e finalmente restaurato, per iniziativa del Consiglio Parrocchiale di Villa nel 1991, da alessandra Tibiletti e Paola Villa naturalmente nella parte superstite e per quanto consentissero le cattive condizioni di conservazione e i danni subiti nei lunghi anni di abbandono.


Stemma della Provincia di Novara Tratto da:
"Percorsi, Storia e Documenti Artistici del Novarese
Antichi centri fra lago e collina - Volume 22"
Provincia di Novara 2005






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